FAQ Domande frequenti sulla Donazione
Cosa fare prima della donazione?
È importante che il donatore non arrivi alla donazione disidratato; si consiglia, pertanto, di bere quantità adeguata di acqua. La mattina della donazione è consentito bere (caffè o the leggermente zuccherati e succhi di frutta poco zuccherati e qualche fetta biscottata). Si consiglia altresì non effettuare attività fisica particolarmente intensa.
Cosa non fare prima della donazione?
È sconsigliata l’assunzione di latte o creme ed è opportuno non fumare e non assumere alcolici.
Per quale motivo dovrei donare il mio sangue?
La donazione di sangue è un gesto di altruismo, di elevato senso civico e di vero amore per la vita.
Basta pensare che il sangue serve per tante patologie ( anemia mediterranea, anemia da chemioterapia, leucemia. ecc. ); tantissimi interventi chirurgici sono possibili solo con la disponibilità di sangue ( cardiochirurgia, ortopedia, chirurgia generale, chirurgia della sfera femminile in particolare con il taglio cesareo, ecc. )
Donare il proprio sangue significa poter salvare vite umane. Significa mettere a disposizione della collettività una sostanza di insostituibile solidarietà umana e che non è riptoducibile nei laboratori e l’unica fonte per poterne avere dispobilità è la donazione da parte di chi gode di buona salute. Donare sangue è un atto volontario e non retribuito, che fa appello al nostro senso civico di aiuto verso chi ne ha bisogno. Tuttavia, in Italia attualmente non è stato ancora raggiunto l’obiettivo dell’autosufficienza nazionale: esistono ancora profondi squilibri tra le diverse regioni dei nostro Paese nella raccolta del sangue per cui il divario fra la raccolta e il reale bisogno non trova compensazione e ci si trova in uno stato di emergenza di carenza e pertanto, la donazione potrà contribuire a sanare questo divario.
Non mi importa donare; tanto se ho bisogno ci pensa l’ospedale. A me non importa nulla; se ho bisogno, il sangue lo pago. Ma perché non ci pensa lo Stato?
Il sangue umano è un “bene” che, fino ad oggi, malgrado le notizie circolanti sullo stato delle ricerche, è “prodotto” esclusivamente dalle persone, e pertanto:
- nessuna struttura ospedaliera è in grado di assicurare alcuna terapia trasfusionale senza la preventiva disponibilità dei donatori;
- per lo stesso motivo, la disponibilità del “bene sangue” non dipende dal mercato, quindi non ha prezzo economico;
- per le ragioni esposte nei punti A e B, lo stato non può che affrontare il problema – e deve farlo – con campagne di sensibilizzazione verso la popolazione e creare gli strumenti normativi per garantire la massima sicurezza possibile e l’ottimizzazione del sistema trasfusionale in tutte le sue articolazioni.
- per poter aiutare un ammalato il sangue deve già trovarsi disponibile presso i servizi trasfusionali; Il sangue donato non è immediatamente disponibile in quanto su di esso bisogna effettuare indagini virologiche per poterne garantire il suo uso sicuro.
- gli ammalati non devono preoccuaprsi della disponibilità del sangue : questo impegno lo assume la associazione con l’attività di sensibilizzazione alla donazione e con le raccolte di sangue che vengono effettuate per i SIT di riferimento. Tra ammalato e donanatore non deve crearsi nessun rapporto di dipendenza in quanto il malato ha diritto a ricevere le cure opportune ed i cittadini hanno il dovere di aiutare chi ha bisogno.
Donare sangue fa male?
Per un adulto sano che si sottopone regolarmente alle valutazioni di idoneità la donazione NON comporta rischio; i controlli ematologici effettuati permettono di tenere sotto controllo il prorpio stato di salute. Esistono precise disposizioni che regolano la raccolta del sangue: la quantità del sangue che viene donata mediamente ad ogni prelievo è minima ed è stabilita con Decreto Ministeriale in 450 centimetri cubi più o meno il 10%, pari a circa il 10% del sangue presente nell’organismo umano. L’intervallo tra una donazione di sangue intero e l’altra non deve essere inferiore a 90 giorni nell’uomo. La frequenza annua delle donazioni non deve essere superiore a 4 nell’uomo e a 2 nelle donne di età fertile ( si consiglia un periodo di intervallo tra due donazioni non inferiore ai 180 giorni). I controlli e le visite periodiche costituiscono inoltre medicina preventiva, a tutela dello stato di salute generale del donatore.
Il mio sangue è raro, perchè mai dovrei donarlo ad altri?
Donare il proprio sangue è un atto volontario e gratuito e rappresenta una delle massime espressioni di manifestazione di solidarietà verso gli altri. È un atto di estrema generosità che permette di salvare la vita di altre persone. Proprio il fatto che il sangue sia raro implica la necessità di metterlo a disposizione di altri individui che potrebbero trovarsi in situazione di bisogno. Pensa di essere tu al loro posto.
Ogni anno sento parlare di carenza estiva; ma non ci pensano i donatori?
La carenza di sangue nei mesi estivi è purtroppo un dato di fatto, per cui storicamente in Italia in questi mesi, ma ora anche nel corso dell’intero anno, si rilevano nelle regioni forti contrazioni nella raccolta a fronte di un fabbisogno stabile e/o spesso in aumento in alcuni periodi dell’anno in paticolare nelle zone turistiche dove aumenta la presnza di persone e di ammalati cronici nonchè di incidenti , poiché la partenza per le vacanze interrompe drasticamente i consueti flussi di raccolta. La donazione dei donatori abituali non è sufficiente a scongiurare il pericolo della carenza, creando seri problemi per i malati. Per questa ragione l’AVIS, da anni ha avviato un’attività di sensibilizzazione nei confronti della popolazione per garantire l’afflusso dei donatori a intervalli regolari presso le strutture trasfusionali o le proprie unità di raccolta, e ridurre il ricorso alle donazioni occasionali che sono un fattore di rischio per la sicurezza delle trasfusioni.
Perché dovrei iscrivermi all’AVIS?
Il principale obiettivo dell’AVIS è la tutela del donatore e del ricevente: i donatori si garantiscono un controllo costante dello stato di salute, attraverso la visita medica e gli esami di laboratorio e proprio grazie a tali controlli effettuati sui donatori periodici, il loro sangue garantisce il ricevente, riducendo il rischio di malattie trasfusionali.
Il sangue dei donatori AVIS è reso totalmente disponibile alle strutture sanitarie pubbliche evitando speculazioni e mercato del sangue.
L’attività principale di AVIS è la promozione al dono del sangue per aumentare il numero dei donatori periodici e quindi aumentare la quantità di sangue disponibile, riducendo l’importazione di sangue dall’estero e diminuendo quindi il rischio di importare anche nuove malattie.